Tecniche di lavorazione

tecnica di lavorazione di murano
Vaso con murrine realizzato a fornace

Tutte le tecniche di lavorazione del vetro soffiato avvengono tramite due procedimenti storici.

Realizzazione a fornace: 

tramite l’ausilio di canne in acciaio forate, il maestro preleva dal crogiolo un po’ di vetro fuso, lo lavora con strumenti molto semplici ( forbici e pinze ), soffia nella canna per espandere il materiale fino alle dimensioni consone alla realizzazione dell’oggetto che ha in mente.

Utilizza un semplice giornale impregnato di acqua per dare la forma rotonda alla palla di vetro.

In questa fase di lavorazione la canna in metallo viene ruotata continuamente per non fare colare il vetro.

Successivamente viene prelevato altro vetro o vengono applicate murrine colorate.

Durante la lavorazione il vetro ha alte temperature e i colori non sono visibili; risultano evidenti solo quando si raffredda.

Questa è una lavorazione che porta alla creazione di oggetti massicci ( vasi sommersi, centrotavola, sculture ), ma con la stessa si realizzano da secoli anche oggetti leggeri come i calici  e i tipetti veneziani ( alti calici molto lavorati ).

Realizzazione a lume:

tramite l’utilizzo di una fiamma ossiacetilenica collocata sul banco di lavoro del maestro vetraio, si lavorano canne di vetro di colori diversi per realizzare oggetti leggeri .

Tecnica nata per la realizzazione di perle in vetro per collane, oggi viene utilizzata per creare svariate opere di artigianato.

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