La lavorazione artistica del vetro ad opera dei grandi maestri muranesi ha una storia molto antica e decisamente lontana: affonda infatti le proprie radici nel periodo medievale. Da allora in poi molte cose sono cambiate, eppure la tradizione è sempre rimasta la stessa, fedele a quella degli antichi maestri, i quali svilupparono a poco a poco una sorprendente abilità nella modellazione del vetro a caldo.

Le tecniche di lavorazione del vetro di Murano si sono perfezionate sempre più, fino a trasformare il vetro in vere e proprie forme nuove e creative, capaci di stupire e di essere sempre di grande eleganza e di notevole raffinatezza. Numerose collaborazioni tra grandi artisti e artigiani hanno permesso di raggiungere vette davvero incredibili, giungendo infine a tecniche innovative e rivoluzionarie, capaci da sole di dare vita a qualcosa che è molto più di un semplice oggetto, ma che anzi può essere tranquillamente considerato da tutti come una vera e propria opera d’arte.

Grazie ad una particolare combinazione di sostanze ed elementi, meglio definita dagli esperti con il nome di partìa, il vetraio può utilizzare tutte le specifiche tecniche di lavorazione del vetro di Murano e creare così il proprio oggetto, aprendosi anche a possibilità cromatiche praticamente illimitate, questo ricorrendo ad ulteriori elementi chimici, definiti comunemente con il nome di ossidi.

Con l’ausilio di particolari pinze oppure di apposite stampe, il maestro vetraio, grazie alla sue abilità, può donare al vetro ormai fuso una particolare forma, trasformando una massa prima informe in qualcosa di estremamente raffinato.

Il processo di fusione del vetro è considerato il centro di tutta la lunga tradizione storica ed artistica, insomma il vero punto di partenza di ogni specifica tecnica di lavorazione del vetro di Murano.
A partire dal Medioevo gli artigiani hanno sviluppato e migliorato le loro abilità nella modellazione a caldo del vetro, inoltre si sono create anche nuove tecniche, le quali hanno portato alla formazione di nuove forme e livelli del tutto nuovi di arte.

Soffiatura del Vetro di Murano

Una delle tecniche di lavorazione del vetro è quella della soffiatura, questa modella una massa di vetro senza forma in un oggetto trasparente, il quale poi risulterà completamente modellato secondo il volere dell’artigiano: tutto questo è possibile mediante la calibrazione della quantità e della direzione dell’aria emessa.

Esistono due tipi differenti di soffio del vetro, ma entrambi richiedono l’ausilio di eventuali forme, stampi oppure vari altri attrezzi utili al maestro nella lavorazione e trasformazione del vetro. Un tipo di soffiatura è quella all’impronta, la quale prevede l’utilizzo di una canna; poi quella perle a lume, dove si utilizza la fiamma ossidrica.

Soffiare il vetro all’impronta consta di vari passaggi, il primo è sicuramente quello di raccogliere il vetro sciolto dalla fornace, dove la temperatura sarà elevata tanto quanto basta per conservare il materiale allo stato liquido, il vetro sarà preso mediante un lungo e resistente tubo realizzato in acciaio, e la rotazione del cannello sarà continua, per non far scivolare il materiale ed inoltre per dargli un risultato liscio e levigato in maniera uniforme. Successivamente sarà necessario l’uso di un tavolo Marver, anche questo realizzato in acciaio: qui verrà data a poco a poco la forma al vetro, avendo cura di lavorare il materiale e riscaldarlo nuovamente ogni volta che sarà necessario, mantenendolo malleabile.

Ecco che poi si tapperà il tutto dopo aver soffiato nel tubo e creato una bolla d’aria uniforme; aggiungendo altro vetro a seconda delle necessità si potrà ingrandire il pezzo, ma questo dipenderà dall’oggetto che si vorrà realizzare.

Definendo la materia si continuerà a soffiare dell’aria nel vetro attraverso il tubo, in questo momento pinze e cesoie risulteranno utili per finire e definire il lavoro. Non resterà dunque che temperarlo raffreddandolo del tutto.

La tecnica a lume

Il perle a lume è invece una tecnica di soffiatura prevalentemente utilizzata per oggetti di piccole dimensioni. Si scalda la canna vitrea con la fiamma ossidrica per ammorbidirla e poi si passa rapidamente il vetro sul fuoco per poterlo imbeccare, continuando a ruotare anche in questo caso per fare in modo che la forma ottenuta sia uniforme.

Una spatola di grafite potrà servire per definire tutto il lavoro, delineando i bordi dell’oggetto. I principali tipi di perla a lume sono tre: la perla sommersa, la perla decorata con le vette e quella a millefiori.

Vetro di Murano Murrina

La tecnica della Murrina è un’altra tecnica di lavorazione del vetro di Murano, arte che precede anche quella della soffiatura; canne vitree policrome oppure canne millefiori vengono fuse al calore della fornace e saldate in una particolare lavorazione, la quale dopo essere stata raffreddata, viene tagliata.

L’incalmo, ulteriore tecnica di lavorazione del vetro, consiste nella saldatura di differenti soffiati, di solito di colore non uguale, per ottenere un oggetto che unisce zone di colore differente.

Una delle tecniche di lavorazione del vetro di Murano è anche la filigrana, con la quale si ottiene una raffinata decorazione a caldo, mediante l’utilizzo di bacchette con fili differenti a seconda del risultato che si vuole ottenere, in effetti questa tecnica è alla base di lavorazioni quali il Reticello e lo Zanfirico. La prima si ottiene mediante un doppio intreccio delle canne utilizzate per decorare; la seconda tecnica di lavorazione intreccia i fili di vetro in varie forme, per creare delle spirali.

Opere in vetro di Murano: oggetti unici e inimitabili

Lunghe ore di lavorazione da parte di esperti artigiani danno dunque vita ad oggetti che sono frutto di grande creatività, occorre tuttavia anche una grande pazienza e un’attenzione ai dettagli. I pezzi realizzati da queste lavorazioni sono unici e irripetibili, realizzati da mani agili ed esperte, attraverso un lavoro fatto di attenzione e rapidità d’esecuzione, occorre in effetti molta agilità e bravura anche per destreggiarsi tra il fuoco dei forni e l’acqua per raffreddare la materia.

L’acquisto di tali oggetti in vetro di Murano comprende vaste categorie, dall’oggettistica semplice a quella più importante: fermacarte, bottiglie Murrine, con Filigrana, vasi di Murano moderni e vintage, bicchieri e calici, piatti, centrotavola, cornici, fino a vere e proprie opere d’arte, come ceramiche, sculture e quadri. Oltre all’oggettistica vengono realizzati anche gioielli, come orecchini e collane.

Ogni tecnica di lavorazione del vetro di Murano permette di trasformare il materiale fuso in una quantità pressoché infinita di forme, spesso arricchite da colori sgargianti e brillanti, i quali rendono il prodotto finale ancora più unico e prezioso.

Tutta la storia vetraria è antichissima, eppure è sopravvissuta attraversando numerosi secoli, nel lento svolgersi del tempo e nell’avvicendarsi di ogni sorta di evento, giungendo fino ad oggi e permettendo la creazione di numerosi oggetti, sempre più preziosi.