Lavorato e prodotto da artigiani che prestano la loro opera sull’omonima isola della laguna veneta, il vetro di Murano ha una lunga storia alle spalle, dato che fin dall’epoca romana questa realizzazione artigianale era in uso presso le popolazioni locali.

La caratteristica discriminante che contribuisce a rendere i manufatti in Vetro di Murano dei pezzi unici al mondo è l’assoluta unicità della lavorazione di questi oggetti, che vengono creati solo ed esclusivamente in questa zona tramite peculiari tecniche di lavorazione rimaste invariate nel corso dei secoli.

Anche se con notevoli influenze asiatiche e arabe, la produzione di vetri di Murano è strettamente collegata alla presenza delle prime fonderie che, intorno alla fine del 1200, furono spostate da Venezia appunto a Murano per ordine del Doge di Venezia, che prese questa decisione per ragioni di sicurezza (in questo articolo ne parliamo in modo più approfondito).

Contrariamente alla prassi comune che vedeva le vetrerie in vicinanza della zone di produzione delle materie prime, gli artigiani di Murano si sono sempre serviti di materiali importati, come la soda fondente e il silicio vetrificante che provenivano soprattutto dalle coste della Dalmazia e dell’Istria.

La reale caratteristica distintiva dei vetri di Murano rimane comunque l’opera dell’artigiano/artista, che nel corso dei secoli ha consentito a questi manufatti di diventare delle vere e proprie icone dello stile e del buon gusto.

Fasi di lavorazione del vetro di Murano

Costituito essenzialmente da sabbia silicea, che diventa liquida quando sottoposta a sufficiente calore, il vetro, prima di riacquistare il suo normale stato solido, attraversa una fase in cui si presenta malleabile e morbido, e quindi plasmabile.

Un altro suo componente è rappresentato dall’ossido di sodio che, quando è molto abbondante, rallenta il processo di solidificazione, consentendo al vetraio di lavorare meglio e più lentamente il materiale.

Per conferire opacità al substrato, l’artigiano può aggiungere alla miscela una certa quantità di sodio, mentre per limitare la formazione di bolle può servirsi di arsenico e nitrati.

La lavorazione del vetro di Murano comprende due fasi:

• prima lavorazione;

• seconda lavorazione.

Nella prima lavorazione, il vetraio si occupa delle materie prime (sabbia, soda e altri componenti) fondendoli in appositi forni, per ottenere la miscela che poi viene modellata.

Nella seconda lavorazione, l’artigiano rielabora il vetro ancora ammorbidito mediante l’uso delle bacchette e, dopo il procedimento della vetrofusione, procede con la decorazione, la molatura oppure l’incisione.

Bisogna tenere conto che la creazione di vetri artistici risulta particolarmente complessa e presuppone una perfetta conoscenza delle tecniche di lavorazione. Non a caso, i più grandi artigiani della lavorazione del vetro prendono il nome di Maestri Vetrai.

Attraverso le prima fase è possibile ottenere pregiati manufatti che sono:

avventurina
consiste in un vetro contenente pagliuzze dorate formate da cristalli di rame, e il cui aspetto finale dipende da un’arte segreta detenuta soltanto da pochi maestri vetrai, che la tramandano da secoli.
È fondamentale infatti aggiungere adeguati quantitativi di battitura di ferro oppure silicio metallico unicamente a fusione conclusa e fino a quando si verifica la precipitazione del rame metallico, per ottenere una distribuzione quanto mai omogenea delle particelle;

cristallo
incolore e trasparente e solitamente decorato con biossido di manganese, il cristallo viene considerato il più pregiato vetro di Murano, che trova impiego nella realizzazione di oggetti soffiati particolarmente leggeri;

filigrana
deriva da un’innovativa tecnica a caldo, inventata proprio sull’isola, che presuppone l’utilizzo delle bacchette;

lattimo
si tratta di un vetro bianco e opaco, il cui aspetto ricorda quello del latte, inventato a Murano alla scopo di imitare le pregiate porcellane cinesi, e che contiene sodio e floruro di calcio come agenti opacizzanti.
Mediante la seconda fase, gli artigiani muranesi sono in grado di ottenere i seguenti risultati:

decorazione a smalto
si tratta di una tecnica che prevede l’impiego di polveri di vetri bassofondenti (opachi oppure lucidi), che vengono applicate col pennello sulla superficie del vetro, per realizzare il decoro voluto.
Il manufatto va poi sottoposto a un ciclo termico non superiore ai 500 gradi, per consentire una perfetta adesione alla superficie del vetro;

molatura
è una tecnica particolarmente raffinata che permette di scavare dentro al vetro mediante quattro fasi successive di lavorazione su ruota, che può essere in pietra, in arenaria e in stoffa;

specchio
fin dal Rinascimento i maestri vetrai di Murano diedero inizio alla realizzazione di specchi, ottenuti applicando a una lastra di vetro uno strato metallico, dapprima d’argento e successivamente di differenti leghe.

Caratteristiche del vetro di Murano

Le caratteristiche del vetro di Murano, che lo rendono un prezioso manufatto unico al mondo, si sviluppano al meglio durante le varie fasi che compongono la lavorazione di ogni pezzo. Attraverso una lavorazione accurata è infatti possibile imprimere nel vetro tutte quelle caratteristiche che rendono così prezioso questo materiale.

A questo proposito è importante ricordare che gli artigiani muranesi si sono specializzati nel tempo, affinando sempre maggiormente le tecniche colorimetriche da utilizzare sui loro manufatti e riuscendo quindi a creare manufatti sempre più belli, colorati e preziosi.

La preparazione del colore prevede infatti un perfetto dosaggio dei vari ingredienti, come la sabbia silicea e l’ossido metallico, che devono venire calibrati con precisione per realizzare le sfumature cromatiche desiderate.

Il processo di raffreddamento (tempera) deve procedere gradualmente a partire da temperature molto elevate, evitando al massimo qualsiasi sbalzo di temperatura, che potrebbe compromettere in maniera irreversibile la resa finale.

Ogni maestro vetraio è detentore di una personale tecnica di lavorazione, che solitamente rimane segreta e dalla quale dipende la qualità del risultato finale.

L’obiettivo che ogni artigiano si pone è quello di realizzare un oggetto d’arte che sia unico e inconfondibile e che rappresenti in maniera adeguata il giusto connubio tra creatività e tecnica operativa.

Di solito inizialmente l’artigiano procede alla fusione degli elementi costitutivi del vetro che, soltanto in un secondo tempo, vengono trasformati in oggetto.

Il prodotto finale della lavorazione del vetro di Murano è un manufatto leggero, dai colori brillanti e vividi e caratterizzato da una superficie particolarmente riflettente verso la luce.

bottiglia pezzata in vetro di murano

Vetro di Murano: un lusso made in Italy

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