La figura di Vincenzo Zanetti nella tradizione vetraia di Murano

Situata nella laguna veneta, l’isola di Murano è un posto caratterizzato da storia, affascinanti monumenti e bellezze paesaggistiche. Se da un lato la modernità ha attecchito anche in questa zona, dall’altro continuano a sopravvivere tradizioni antiche, come ad esempio la produzione del vetro di Murano. Infatti, è da secoli che vengono tramandate le vecchie tecniche di creazione di tali vetri, i quali rappresentano il simbolo di questa isola. Secondo gli storici, la tradizione della creazione del vetro risale addirittura al VII secolo a.C, nata sull’isola di Torcello; tuttavia, le vere e proprie attività commerciali del vetro di Murano risalgono invece al XII secolo.

Come si è riusciti a far in modo che queste conoscenze non andassero perdute? Bisogna sicuramente ringraziare Vincenzo Zanetti: una figura veramente importante nella tradizione vetraia di Murano. Per essere più precisi, egli era un abate, che fondò la Scuola e il Museo del vetro di Murano, non solo con l’obiettivo di mettere in mostra tutti i pezzi prodotti fino a questo momento, ma anche con lo scopo di educare e insegnare a più persone le classiche tecniche dell’arte del vetro.

Vincenzo Zanetti rappresenta, sicuramente, un’affascinante ma anche misteriosa figura. La sua vita è stata caratterizzata non solo dalla volontà di seguire la vocazione religiosa, ma anche dall’obiettivo di fare qualcosa per contribuire allo sviluppo economico e culturale della sua città.

Vincenzo Zanetti: chi era e perché è importante

Come affermato precedentemente, la figura di Vincenzo Zanetti è assai affascinante quanto misteriosa. Egli nacque proprio a Murano, il 17 Aprile 1824, e suo padre Vettore era un maestro di Conterie, così il figlio iniziò a lavorare come apprendista nella fabbrica che produceva tali perle. Bisogna ricordare che, al tempo, quando l’impero asburgico deteneva il controllo di queste terre, la produzione del vetro muranese scarseggiava, a favore della creazione del vetro di Boemia: era il vetro preferito dagli ungheresi.

Fin dalla gioventù, Zanetti aveva una vocazione per il mondo religioso, entrando a far parte del Seminario patriarcale, e diventando poi sacerdote nel 1850. Dopo il seminario, iniziò a studiare storia, decidendo però di approfondire quella dell’isola in cui egli era nato. Dopo gli studi, decise di iniziare a contribuire alla crescita di Murano: la scoperta delle opere in vetro prodotte tempi addietro e delle antiche, ma efficaci, tecniche per la produzione del vetro, lo portarono a battersi per assicurarsi che la tradizione di Murano non andasse perduta. Iniziò quindi a stimolare gli imprenditori, affinché potessero iniziare a produrre di nuovo il vetro pregiato, e a mantenere vive tradizioni che andavano avanti da secoli.

Ma il vero capolavoro, con il quale contribuì veramente a far in modo che le tecniche e l’arte del vetro di Murano non fossero dimenticate, fu la costruzione nel 1861 di un Museo Civico vetraio, dove venivano raccolti sia i pezzi più pregiati, che le testimonianze di quest’arte attraverso i secoli. L’anno successivo venne istituita anche una scuola di disegno, la quale, però, aveva lo scopo di educare le persone all’arte del vetro, in modo da renderle artigiani amanti del proprio lavoro, e portatori di tradizioni molto antiche. Zanetti era convinto che, grazie a questa mossa, sarebbe riuscito a ridare vita al commercio del vetro, che in quel momento stava attraversando una profonda crisi.

Come fu possibile ciò? Effettivamente, il solo studio della storia di Murano non era sufficiente per raggiungere i propri obiettivi: per questo iniziò ad avvicinarsi ad alcune personalità note, le quali lo aiutarono anche ad istituire un archivio storico della città di Murano, dove venivano raccolti tutti i documenti storici dell’isola. Inoltre, nel 1869, pubblicò il libro Piccola guida di Murano e delle sue officine, una guida della città in cui vengono approfondite la cultura e la tradizione del vetro. Purtroppo, il 7 Dicembre 1883 morì all’improvviso, lasciando i suoi effetti personali al museo. Oggi, la scuola istituita da lui stesso, porta il suo nome, per onorare il suo importante gesto di preservazione della tradizione del vetro di Murano.

Vetro di Murano – Caratteristiche e consigli per l’acquisto

Il vetro di Murano è forse uno degli elementi più affascinanti e attrattivi della città di Murano. Molti turisti, italiani e non, accorrono all’isola per vedere di persona la produzione del vetro, ed eventualmente acquistarne qualche pezzo. Una caratteristica del vetro di Murano è che tutti i prodotti creati sono diversi tra loro. I colori di ogni pezzo sono diversi, poiché sono ottenuti in base al metodo di lavorazione scelto per produrre un generico pezzo. I metodi di lavorazione più conosciuti sono la soffiatura e la fusione di vetri, i quali danno la possibilità di ottenere oggetti come collane, orecchini, vasi, ciotole e tanto altro.

Il vetro di Murano è perfetto come idea regalo per compleanni o eventi importanti, o anche come oggetto per decorare la propria casa. Ma non c’è bisogno di viaggiare fino all’isola veneta per poter comprarne qualcuno: nel nostro shop di GV oggettistica è presente un vasto assortimento di oggetti e decorazioni provenienti proprio dalle botteghe dei Maestri vetrai. Centrotavola, vasi, sculture, bicchieri… un vasto catalogo a vostra disposizione da cui scegliere il vostro articolo preferito unico nel suo genere. E grazie alle decorazioni e ai colori, l’effetto sorpresa è totalmente assicurato.

Conclusione

Se oggi il vetro di Murano viene ancora lavorato e prodotto, bisogna dare tutto il merito a Vincenzo Zanetti. Grazie alla scuola di arte vetraia e al Museo Civico da lui istituiti, le antiche tecniche di lavorazione non sono andate perdute, e verranno tramandate alle successive generazioni.